Kampot

Kampot – Cambogia

…la citta’ del pepe in salsa coloniale francese

La cittadina di Kampot è una piacevole destinazione che unisce architettura coloniale, colline ammantate di foreste e una superba gastronomia, dominata dal celeberrimo pepe di Kampot. Una localita’ autentica della Cambogia che richiama i veri viaggiatori! Leggi la guida e consulta le Offerte viaggio e i pacchetti vacanze Cambogia di InnViaggi Asia

Panorama Kampot tramonto

Kampot al tramonto – Cambogia

Se c’è una città, oltre a Phnom Pehn, che riassume il passato, il presente e le contraddizioni e le sfide che si presentano davanti alla Cambogia, quella è certamente Kampot.

Città portuale situata alla foce dell’omonimo fiume, era, al pari della vicina Kep, il punto di ritrovo dell’aristocrazia locale. Devastata dai Khmer rossi, che posero bruscamente fine a questa sorta di belle époque cambogiana, Kampot, divenuta oggi meta per gli amanti del turismo d’avventura, sta lentamente rinascendo, forte di un invidiabile mix di bellezze naturali (nelle sue vicinanze si trovano ben 3 parchi nazionali), un’interessante architettura coloniale ed impareggiabile cucina. Andiamo a scoprirla!

Cosa fare e vedere a Kampot?

Molti turisti giungono a Kampot con l’intenzione di usarla come sosta per scoprire i suoi magici dintorni, finiscono poi per rivalutarla e per rimanere soggiogati da questa sonnolenta cittadina, dai suoi tramonti, dall’amichevolezza dei suoi abitanti. Ecco una piccola lista delle cose da fare in città e nei dintorni:

  • Visitare la città: il cuore di Kampot è naturalmente il lungo fiume, dove si concentrano i locali e i divertimenti. Se, però, riuscirete a resistere all’incantesimo e a vedere anche il resto, non ve ne pentirete. Visitate l’affollato mercato, tirato a lucido in questi ultimi anni, dove potete trovare cibo, vestiti, gioielli e pezzi d’artigianato, andate a vedere le testimonianze coloniali, tra cui l’ex residenza del governatore (ora museo di Kampot), il vecchio ponte francese distrutto dai Khmer e poi ricostruito e l’ufficio postale, noleggiate una bici ed esplorate le saline, ammirate le rapide del Kampot River, concedetevi una pausa allo zoo, fate un giro nei numerosi negozi e shop house. Quando sarete stanchi, contemplate il tramonto e ricaricate le energie per la giornata successiva.
  • Visitare una piantagione di pepe: Il pepe è ciò per cui Kampot e la sua regione sono più famosi. Dolce e aromatico anche dopo anni, è così straordinario da avere ottenuto la denominazione IGP (indicazione geografica protetta), al pari dei blasonati formaggi francesi. La sua eccezionalità è dovuta all’alto contenuto di minerali del suolo della regione e alla sapienza dei coltivatori che hanno saputo sfruttarla al meglio. Durante la prima metà del 900, il pepe di Kampot era esportato in tutto il mondo, e costituiva il prodotto di punta dei più famosi ristoranti parigini, che ne facevano orgoglio e vanto.
    Ceste di pepe rosso e nero di Kampot

    Ceste di pepe rosso e nero di Kampot – Cambogia

    Negli anni 70, i khmer rossi, nell’assurdo tentativo di stabilire il comunismo in Cambogia, distrussero pressoché tutte le piantagioni e le aziende produttrici, sostituendole con quelle di riso, e posero fine a questa fiorente economia. Negli ultimi anni, grazie al recupero di tecniche antiche e alla caparbietà di alcuni agricoltori dediti al biologico che hanno avuto il coraggio di scommettere su questa impresa apparentemente impossibile, la coltivazione del pepe, rosso, nero e bianco, sta rinascendo. Visitare una delle piantagioni vi farà vivere un’esperienza gastronomica indimenticabile, avvolti in una nuvola persistente di odori e profumi, e soprattutto vi farà toccare con mano la tenacia di questo popolo gentile, che non si è lasciato piegare da decenni di orrore.

  • Visitare il parco nazionale di Bokor: Il parco nazionale di Bokor è un eden di 1500 kmq a pochi passi da Kampot. È celebre per la foresta, all’interno della quale trovano rifugio numerosi animali quali il leopardo, l’elefante asiatico, l’orso asiatico e il gibbone dal berretto, ed è apprezzatissimo per il clima molto meno afoso. La vera star, però, è la stazione climatica abbandonata di epoca francese. Negli anni 20, infatti, i francesi, resisi conto del refrigerio che il monte Phnom Bokor (1080 m) offriva, costruirono questo luogo di villeggiatura, godendo anche delle spettacolari vedute che da esso si godono.Questa piccola cittadina, un tempo fiorente, comprendeva un grand hotel con annesso casinò, una chiesa cattolica, gli appartamenti reali, negozi e un ufficio postale. Ora la maggior parte degli edifici, lungamente contesi negli anni 70, quando i khmer rossi si erano ivi asserragliati per resistere contro i vietnamiti, è abbandonata e spesso circondata dalla nebbia, ma visitare questi ambienti consente di capire come vivevano le classi dirigenti, come si divertivano e come passavano il tempo. Camminare per questo luogo, dal fascino spettrale cui è impossibile uscire (qui, nel 2002, fu girato il finale del film City of ghosts), dà delle sensazioni indimenticabili.
  • Phnom Chhnork: è una delle numerose colline di roccia calcarea che si possono trovare a est di Kampot, andando verso Kep. Ciò che rende questa località davvero speciale è però un tempio dedicato al dio indiano Shiva, risalente al VII secolo, e perciò molto più antico di quelli di Angkor. Questo tempio, estremamente suggestivo, si trova all’interno di una grotta, alla quale si accede dopo aver risalito la collina attraverso una scalinata di 203 gradini, circondati da sereni e verdi campi di riso. L’ambiente, enorme, è affascinante e fuori dal tempo, e custodisce, oltre a stalattiti dalle forme più svariate (celebre quella dell’elefante), questo piccolo edificio di culto in mattoni, all’interno del quale c’è una stalattite che funge da linga (simbolo fallico considerato una delle forme di Shiva). È piccolo e perfettamente conservato, e, soprattutto, ci si imbatte in esso dopo una camminata discretamente lunga. Fatte le dovute proporzioni, proverete una sensazione simile a quella che provano tutti coloro che, dopo aver percorso una stretta gola, si imbattono nel Hasne, a Petra, in Giordania
  • Rilassarsi a Kep: Kep è una cittadina coloniale a pochi km da Kampot che si affaccia sull’oceano. Fondata dai francesi come luogo di villeggiatura nel 1908, fu lasciata al saccheggio e all’abbandono negli anni del regime dei khmer rossi e della sanguinosa guerra civile che ne seguì. Al giorno d’oggi è particolarmente apprezzata per la sua atmosfera rilassata, le possibilità di escursioni nei dintorni e la memorabile cucina. Mangiare al Crab Market (mercato del granchio), dove si cucina pesce fresco in un’infinità di modi diversi, con i piedi praticamente a mollo, è un’esperienza da provare assolutamente. Quando e se vi stancherete di crogiolarvi al sole, le alternative non mancano: potete visitare, a piedi o in bici il parco nazionale di Kep, raggiungendo una collina alta 800 m da cui lo sguardo abbraccia le Bokor mountains, la campagna circostante e le isole vicine, vagare per le numerose ville abbandonate, retaggio del bel tempo che fu, visitare il Wat Kiri Sela, tempio buddista ai piedi dello spettacolare Phnom Kompong, formazione carsica attraversata da oltre 100 grotte e gallerie.Potrebbe valere la pena, infine, raggiungere il Vietnam che si trova ad appena un’ora e mezza e prendere il traghetto per l’isola di Phu Quoq, paradiso tropicale dichiarato dall’UNESCO, insieme ad altre 28 isole, riserva della biosfera.

Quando andare a Kampot in Cambogia?

Questa zona della Cambogia è bella tutto l’anno, ma il periodo migliore per visitarla va’ senza dubbio da Novembre ad Aprile, durante la stagione dei monsoni secchi di nord-est. Con la stagione delle piogge appena finita, nei mesi di Novembre, Diecembre e Gennaio, il clima è fantastico e le risaie sono di un incredibile verde scintillante. Per maggiori informazioni sul clima consulta la scheda: Quando andare in Cambogia ?

Un pò di storia di Kampot

Città relativamente giovane, Kampot visse il suo periodo d’oro nel XIX secolo quando, sotto i francesi, era la sede dell’omonima circoscrizione regionale. Città dinamica e cosmopolita (il censimento francese del 1889 certifica la pacifica coesistenza di vietnamiti, cambogiani, khmer, malay), costituiva il limite del regno di Cambogia e perciò era il crocevia dei traffici e dei commerci e del più importante porto cambogiano. Tra la fine dell”800 e l’inizio del 900 si arricchì di splendidi edifici, che possiamo ammirare ancora oggi. La fondazione di Sihanoukville, a ovest, nel 1950, e soprattutto il regime dei khmer rossi e la guerra civile dei decenni successivi depauperarono Kampot, che perse la sua centralità e fu relegata a ruolo di mesta comprimaria. Ora questa città e la sua provincia sta tornando sulla scena: la voglia di futuro è tanta, e interventi urbanistici quali il restauro del mercato e la realizzazione di un museo nell’ex residenza del governatore lo testimoniano chiaramente.

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Scheda localita’ di Giovanni Manni

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