BUHTAN: IL GIARDINO PROTETTO DELL’HIMALAIA

Buhtan è l’unico paese al mondo, che è tropicale e alpino, antico e moderno. Un paese che non ha messo al centro di tutto la ricerca affannosa, spasmodica, scellerata e dissennata del PIL, ma ha fatto della felicità interna e della conservazione del patrimonio culturale e delle incomparabili risorse naturali il punto focale attorno al quale ruotano tutte le politiche governative.

Buhtan

Buhtan è un luogo magico che non pensa al Pil ma alla vita felice dei suoi abitanti.

Mentre molti paesi, quindi, parlano di fumo e discettano di sviluppo sostenibile (salvo poi comportarsi in modo diametralmente opposto), c’è un piccolo regno che, in punta di piedi, con la delicatezza del vento che accarezza le bandierine di preghiera (lung ta) tipiche della regione tibetana, si è messo in azione per dare il suo contributo ad evitare al mondo la deriva ambientale, impegnandosi, tra le altre cose, a mantenere coperto di foreste almeno il 60% della superficie nazionale. È l’isola che non c’è? No, è il Bhutan. Questo stato relativamente piccolo (è grande all’incirca 1/6 dell’Italia), praticamente sconosciuto al mondo fino agli anni 70, quando, lentamente e con diffidenza, si è aperto al turismo, è un giardino che ha per recinto l’Himalaia. Entrare in questo giardino, inaccessibile come i suoi monasteri arroccati in posizioni impossibili, non è facile, ma ne vale veramente la pena. Conosciamolo meglio!

Arrivare in Buhtan

Arrivare in Buhtan non è esattamente semplicissimo. Vi si può giungere in auto, provenendo dalla Cina (Tibet) o dall’India (se venite da ovest, non lasciatevi sfuggire l’imperdibile occasione di percorrere la splendida regione del Darjeeling, dove si producono alcune delle varietà di thé più pregiate al mondo), oppure in aereo. In questo caso, però, sarete obbligati a viaggiare con Druck air, l’unica compagnia di bandiera che collega il Buhtan al resto del mondo. Non avendo la Druck accordi con le altre compagnie, non esistono voli diretti: dovrete quindi fare scalo a Katmandu, Dacca, Bangkok, Calcutta e altre città indiane, e poi acquistare un biglietto col vettore nazionale.

Per giungere nel paese è necessario rivolgersi all’ente buhtanese del turismo (http://www.tourism.gov.bt/). Il costo del visto (dai 150 ai 250 dollari al giorno a seconda della stagione e del numero di persone, cui si aggiungono 40 dollari per le spese di emissione) comprende vitto, alloggio, trasporti, trasporti (esclusi i voli interni), guida e ingresso a musei e monasteri. L’itinerario, concordato preventivamente con un’agenzia locale (la lista delle agenzie autorizzate è sul sito http://www.tourism.gov.bt/directory/tour-operator), vi consentirà di cogliere il meglio che la “terra del dragone tonante” (uno dei tanti nomi con cui il Buhtan viene chiamato) ha da offrirvi.

La valuta locale, lo ngultrum, è pari a una rupia indiana, e vale circa poco più di un centesimo di € (qui il link con i tassi di cambio sempre aggiornati: http://www.xe.com/it/currencyconverter/convert/?Amount=1&From=BTN&To=EUR). Conviene girare con dollari americani, accettati ovunque.

Geografia e clima

La geografia del Buhtan è estremamente accidentata, ed è una delle cause dell’isolamento che ne ha preservato la cultura. Alte montagne (non si scende mai sotto i 1200 metri) percorrono tutto il paese, separate da valli coltivate che in primavera si trasformano in un vero e proprio trionfo di colori. Le foreste, che, come detto, ricoprono la maggiorparte della superficie statale, e i fiumi costituiscono l’habitat ideale per una fauna e una flora straordinarie, vero e proprio paradiso per gli amanti della natura.

Pur essendo il Buhtan un paese non grandissimo, presenta una grande varietà di climi, e, quindi, di biodiversità. Si va dal clima subtropicale delle pianure meridionali, al confine con l’India, a quello alpino del nord. Tratto costante è l’umidità, dovuta alle correnti umide che spirano dall’oceano indiano.

Il periodo migliore per recarsi nel paese è l’autunno (metà ottobre- metà novembre). In questi mesi si concentrano le maggiori festività, le temperature sono piacevoli e le piogge monsoniche, che riversano sul paese quantità impressionanti di acqua, sono cessate.

Informazioni pratiche

Di seguito alcune informazioni di carattere pratico.

Capitale: Thimphu (50000 abitanti)

Lingua: in Buhtan si parlano 19 dialetto. La lingua ufficiale è lo dzongkha, seguito dall’inglese, parlato con maggiore dimestichezza nelle città.

Telefonia: non c’è copertura per i telefoni cellulari. La telefonia mobile, introdotta solo nel 2003, ha un tasso di diffusione ancora relativamente basso (15% circa nelle aree urbane, 1% in quelle rurali). Il paese quindi, per adesso, è quasi mobile- free (anche per questo è unico!)! Il prefisso internazionale è 00975, e si possono fare chiamate internazionali da tutti i maggiori hotel. Il fuso orario è GMT + 6, 5 ore avanti rispetto all’Italia, 4 quando vige l’ora legale.

Voltaggio: 230 V. Nella parte centrale del paese spesso manca l’elettricità, quindi conviene portare una torcia

Possibilità di turismo

Il turismo costituisce per il Buhtan una risorsa fondamentale, i cui introiti servono, per la maggiorparte, a finanziare programmi di istruzione, sanità, miglioramento infrastrutturale e lotta alla povertà.

Un viaggio in questo paese è un viaggio dell’anima. In questo paese di poco meno di un milione di abitanti, quindi, non troverete chissà quali divertimenti, ma ciò non significa che vi annoierete! Ecco qualche suggerimento:

  • Fare sport e dedicarsi al turismo d’avventura. Trekking, arrampicate, kayak, mountain bike, scalate (non necessariamente difficili), pesca.. questo paese, che custodisce tesori naturali ineguagliabili, ha possibilità infinite. Aiutati dagli esperti locali, scoprirete l’anima sportiva che è in voi, e rimarrete ammaliati
  • Running

    Il Running è una delle attività più diffuse.

    • Dedicarsi al benessere dell’anima e del corpo.  La profonda spiritualità che permea tutti gli ambiti della vita sociale (il buddismo è la religione di stato e il rosso, colore che simboleggia la vita monacale, campeggia anche nella bandiera!) e che avvertirete appena toccherete la “terra meridionale del cipresso” costituisce un elemento di richiamo imprescindibile per le schiere di persone logorate dallo stress occidentale che cercano pace e riposo in questo lembo di mondo. Dai bagni nelle sorgenti termali alle sessioni di meditazione, ai corsi di medicina tradizionale, le possibilità di rigenerarsi sono tantissime. Non vi resta che approfittarne!
Il monastero di Taktshan

Il monastero di Taktshan, uno dei simboli del paese, luogo di selvaggia, inebriante bellezza

I

  • Scoprire le tradizioni e il folklore. Come tutta l’Asia, il Buhtan possiede un folklore e una tradizione estremamente vari e affascinanti. Numerose sono le festività e i momenti di convivialità (Tshechus, in lingua locale) nel corso dei quali si canta, si balla e si scambiano mutevoli benedizioni. Sono occasioni uniche per scoprire la cultura di questo popolo, e la sua naturale cortesia. Tra di esse, assolutamente da non perdere sono il Monggar Tshechu (ogni anno nel mese di Novembre) e il Nimalung Festival, che si tiene nel mese di Giugno.

Per info e preventivi sul Buthan e non solo, contattaci.

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