Piana delle Giare e Phonsavan: tra storia e misteri

Piana delle Giare e Phonsavan: tra storia e misteri

La provincia laotiana di Xieng Khoung, famosa per la Piana delle Giare, offre siti storici culturali, bellissimi paesaggi naturali con montagne, vallate, fiumi e cascate, e una grande varietà di villaggi etnici.

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Piana delle Giare

La popolazione della provincia è in maggioranza Tai Phuan, classificati come laotiani delle terre basse perché abitano in prevalenza nelle vallate e sono coltivatori di riso. Altre minoranze etniche nella zona di Phonsavan sono i Hmong, i Khmu, e i Tai Dam. I luoghi di maggior interesse della provincia sono le rovine storiche dei templi antichi nella vecchia capitale della provincia, Muang Khoun, le grotte utilizzate durante la guerra d’Indocina, e la famosa Piana delle Giare. Visitare i siti principali della Piana delle Giare, combinata con le visite ai villaggi di minoranze etniche locali è un’esperienza di viaggio molto interessante. La Piana delle Giare è circondata da ripide colline verdeggianti e da alte montagne. Il fondo valle dell’altipiano è disseminato di campi di riso.

La Piana delle Giare

Le migliaia di giare di pietra preistoriche sparse per l’altopiano di Xieng Khouang le hanno conferito il nome di Piana delle Giare. Questo enigmatico sito archeologico comprende gruppi di giare con altezza e diametro da uno a oltre tre metri. All’interno della provincia sono stati registrati più di sessanta siti che vanno da una singola giara a un gruppo che ne contiene più di quattrocento. I siti sono generalmente situati in luoghi strategici che si affacciano sulla valle o sull’altopiano.

piana delle giare

Tutte le giare non sono decorate tranne una; questa giara presenta una figura umana intagliata e può essere visitata nel sito numero uno. Vicino alle giare si trovano spesso dei dischi in pietra circolari, di cui molti sono decorati con cerchi concentrici, figure di animali o umane. Questi dischi sono lapidi e non coperchi per le giare, come talvolta suggerito in alcuni studi archeologici. A oggi sono stati registrati cinque tipi di pietre e rocce utilizzate per la costruzione delle giare: arenaria, conglomerato, granito, calcare e breccia.

Le recenti prove archeologiche suggeriscono che le giare siano urne funerarie scolpite dagli uomini dell’età del ferro circa 2000 anni fa. I primi studi archeologici dei siti furono intrapresi da Madeleine Colani negli anni ’30. Successivi scavi archeologici effettuati da archeologi laotiani e giapponesi nei primi anni ’90 hanno portato alla luce anche resti umani, beni funerari e ceramiche datate dal 500 a.C. al 500-800 d.C., rafforzando la teoria che si trattasse di cimiteri.

Piana delle Giare: il sito numero 1

Il sito numero uno o Thong Hai Hin è il sito più popolare situato a 8 km a sud-ovest di Phonsavan. Il sito conta 331 giare tra cui la più grande giara singola, che pare sia la coppa della vittoria del re Khoun Chueaun. Secondo la leggenda locale il re (VI secolo d.C.) combatté una lunga battaglia contro il suo nemico e liberò il popolo dagli oppressori. Le giare furono scolpite per produrre e conservare enormi quantità di lao lao whisky, bevuti nella celebrazione di sette mesi tenutasi in onore della sua vittoria.

Il sito numero uno diventò d’importanza strategica militare durante la seconda guerra dell’Indocina. Trincee e fossati, posizioni antiaeree e rottami di un carro armato si trovano nelle due aree rialzate e in cima alla grotta. Numerosi crateri di bombe e giare danneggiate sono una testimonianza dei pesanti combattimenti in quest’area.

Piana delle Giare: il sito numero 2

piana delle giare

Il sito numero due o Hai Hin Phu Salato si trova a circa venti chilometri a sud-ovest di Phonsavan. Il sito contiene novantatré giare sparse su due colline adiacenti. Dopo il primo gruppo di giare, una piccola pagoda saccheggiata può essere visitata più a est sulla collina. La data di costruzione della pagoda è sconosciuta.

La strada che taglia in due le colline adiacenti fu costruita dai francesi nel periodo coloniale. Sulla collina a ovest, si trova un disco di pietra con un rilievo con una forma di animale, probabilmente una rana. I crateri delle bombe intorno al sito e diverse giare danneggiate mostrano l’impatto delle battaglie svoltasi in questi luoghi.

Piana delle Giare: il sito numero 3

Il sito numero tre o Hai Hin Lat Khai è composto da otto gruppi di giare e si trova intorno al villaggio di Ban Xieng Di, circa 10 km più a sud del sito numero 2. il gruppo principale con circa 150 giare si trova sulla cima di una collina che offre splendide viste sulla pianura circostante e sulle risaie.

Phonsavan e Muang Khoun

Phonsavan, la cittadina  capoluogo della provincia si trova sull’altopiano della Piana delle Giare, a circa 1.100 metri sul livello del mare. Costruita alla fine degli anni ’70, Phonsavan sostituisce la vecchia Xieng Khouang come capoluogo di provincia, distrutta durante la seconda guerra d’Indocina; si trova al centro della Piana delle Giare e ha un clima piacevole tutto l’anno.

La vecchia cittadina capoluogo della provincia, Xieng Khouang, ora chiamata Muang Khoun, si trova 32 chilometri a sud-ovest di Phonsavan.

Una volta era la capitale reale del regno di Phuan. Muang Khoun fu completamente distrutta dai bombardamenti americani durante l’apice della seconda guerra d’Indocina.

Dei tempi passati rimangono le rovine dell’ospedale francese, la chiesa e la scuola, accanto al tempio Piawat con il suo grande Buddha seduto e alcune antiche pagode.

Piana delle Giare: le minoranze etniche

Phuan

I Phuan, facenti parti della famiglia linguistica Austro-Thai, avevano originariamente un loro regno nella zona della Piana delle Giare, con capitale Muang Khoun. Nel XIX secolo la popolazione diminuì drasticamente in seguito all’invasione siamese che li costrinse a una migrazione verso altri territori controllati dal Regno del Siam. Le loro case tradizionali sono in legno, costruite su pilastri in stile palafitta. Le attività principali di sostentamento di questa minoranza etnica sono la coltivazione del riso, l’allevamento e la pesca. Gli uomini tradizionalmente sono abili nella costruzione di utensili fatti prevalentemente con il bambù, e le donne nella tessitura di vestiti e ornamenti in cotone e seta.

I Phuan sono buddhisti ma credono anche nell’animismo e nel potere degli spiriti, soprattutto in quello del “Phu ban”, il guardiano del villaggio. Hanno inoltre un forte senso di attaccamento al loro stile di vita che si tramanda da generazioni e alle loro abitudini tradizionali.

Hmong

I Hmong, originari delle alte steppe della Mongolia e del Tibet, migrarono verso il Laos nel XIX secolo. Appartengono alla famiglia linguistica dei Hmong-Mien, e si suddividono in sotto gruppi di Hmong Bianchi, Hmong a Strisce e Hmong Verdi. I loro villaggi si trovavano originariamente sulle montagne, a un’altitudine di 1000-15000 metri di altezza. Furono poi trasferiti nelle valli nel tentativo del governo di combattere la loro produzione di oppio e di convincerli a dedicarsi all’agricoltura. Le loro case tradizionali sono costruite direttamente sul terreno, con tetti spioventi, spesso fino a terra, fatti di erba essiccata.

I Hmong sono esperti conoscitori delle foreste e delle erbe utilizzate per la medicina tradizionale. Vivono di agricoltura, caccia, allevamento di animali, e le donne sono conosciute per la bellezza dei loro ricami.

La loro religione è un misto di animismo sciamanico , venerazione degli spiriti e degli antenati.

Secondo le loro credenze, tutto contiene uno spirito, sia i vegetali sia gli oggetti, come la porta di casa. Hanno un forte senso delle tradizioni, della famiglia e dei loro clan.

Khmu

I Khmu, che fanno parte della famiglia linguistica Mon-Khmer, sono la seconda minoranza etnica più numerosa in Laos e si dividono in sottogruppi come i Khmu-Lue, i Kwaen, i Rok e gli Ou. Arrivarono in Laos migliaia di anni fa e furono la popolazione indigena della parte nord del paese. Normalmente le loro comunità sono situate tra le foreste sulle colline e lungo i corsi dei fiumi, a un’altezza di circa 600-800 metri. I loro villaggi sono solitamente circondati da case-depositi costruiti su pilastri in stile palafitte. Le case tradizionali sono in legno o bambù, anch’esse su palafitte, con tetti in foglie o con tegole di legno e piccole finestre.

Come altre minoranze etniche del nord del Laos, i Khmu non sono buddhisti, ma praticano una loro forma di animismo. Credono negli spiriti protettori, tra cui i più importanti sono quelli della casa e della foresta. I Khmu coltivano il riso di montagna (a secco), praticano la caccia, la pesca e l’allevamento di animali. Pur essendosi integrati nel Laos odierno, mantengono la loro lingua originaria.

Thai Dam

I Thai Dam, conosciuti anche come Black Tai, sono originari della Cina. Si trasferirono poi in Vietnam e in seguito nelle zone del Laos del nord attorno al XIX secolo. Appartengono alla famiglia linguistica dei Be-Tai.

I loro villaggi si trovano nelle valli attorno a Muang Kham. Sono coltivatori di riso, di verdure, e allevano animali da cortile. Sono anche conosciuti per la produzione di capi in seta e cotone, che vendono nei mercati locali. Le loro case tradizionali sono costruite in stile palafitta, con balconi che circondano la casa su due lati, e tetti in paglia a forma di conchiglia. All’interno c’è sempre un piccolo altare, dove risiedono gli spiriti degli antenati.

Piana delle Giare: prodotti locali e artigianato

Gli abitanti della provincia sono artigiani rinomati. Tra i prodotti principali ci sono quelli tessili, colorati con prodotti naturali, di seta e di cotone. I principali produttori sono i Tai Dam. E’ possibile vedere la produzione di stoffe e vestiti principalmente nei villaggi di Ban Xieng Khio, Ban Nathong e Ban Xang, nel distretto di Kham. È inoltre possibile approfondire la conoscenza di questa tecnica visitando il Kham Handicraft Group o Mulberry Silk Farm, vicino alla stazione degli autobus di Phonsavanh.

Altri prodotti dell’artigianato locale comprendono cestini, contenitori, trappole per la caccia e altri utensili a uso famigliare costruiti in bambù. Nel distretto di Phou Koud, un altro prodotto artigianale tradizionale sono gli ombrelli di carta di gelso. Nell’antichità erano costruiti dai monaci nei templi e dati in omaggio ai visitatori. Questi ombrelli di vari colori e dimensioni sono venduti nei mercati locali di Phonsavan e si trovano anche a Luang Prabang.

Dalla fine degli anni ’80, dopo la guerra del Vietnam, gli abitanti del villaggio di Ban Napia hanno cominciato a fabbricare cucchiai e altri oggetti usando l’alluminio dei rottami degli aerei militari caduti in zona. Un altro prodotto artigianale legato al tessile è quello dei vestiti e delle stoffe tradizionali dei Hmong, addobbati da gioielli d’argento. Infine, i Hmong e i Phuan continuano la loro tradizione di fabbricazione di strumenti musicali, principalmente flauti, tamburi, e il tradizionale Khene, un organo a fiato fatto con bambù e legno. Questi strumenti musicali si trovano in vendita nei mercati locali.

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