Raja Ampat: l’ultimo santuario della biodiversità marina

Papua - Raja Ampat

Raja Ampat: il mare cristallino di Papua


Quello di Raja Ampat è un arcipelago costituito da più di 600 atolli (1500 tra isolotti, faraglioni e scogli) situati nella parte più occidentale della Papua occidentale. Anticamente il dominio sulle 4 isole principali spettava a 4 sultani, da cui il nome raja ampat, che nella lingua locale significa per l’appunto “4 re”. Le isole di Misool, Salawati, Batanta e Waigeo costituiscono a loro volta un importante parco marino – il Cenderawasih Bay – che si estende per oltre 40mila kilometri quadrati.
Situato al centro del Triangolo dei Coralli, Raja Ampat cela la più alta concentrazione di biodiversità marina del nostro pianeta, il che lo colloca fra le mete preferite di subacquei e appassionati di snorkeling.
Per tutelare questo patrimonio la popolazione locale è stata educata ad una pesca moderata, ma lo sviluppo del turismo e i cambiamenti climatici rischiano di mettere a repentaglio anche quest’ultimo paradiso terrestre. Cosa state aspettando a visitarlo?

Cosa fare e vedere a Raja Ampat

Immersioni a Raja Ampat

Il fantastico scenario che si presenta durante le immersioni a Raja Ampat


I tesori di Raja Ampat, lo avrete capito, sono sotto il livello del mare. Qui potrete ammirare i coralli più belli (se ne contano 600 tipi), pesci pappagallo dai colori sgargianti e 6 delle 7 specie di tartarughe ancora esistenti al mondo. Né mancano cavallucci marini, dugonghi e mante. Dal 2013, inoltre, il governo locale di Raja Ampat ha dichiarato l’intera area marina “santuario degli squali” proteggendo questa specie dai pescatori cinesi che ne utilizzano in particolare le pinne.
Tutti questi motivi fanno si che ogni anno gli appassionati di subacquea arrivino da ogni parte del mondo.
Le immersioni e lo snorkeling sono le principali attività da effettuare e l’arcipelago è perfetto per gli amanti della natura in generale.
Anche le spiagge sono molto belle, di una sabbia bianchissima che disegna delle lunghe e strette lingue di terra, il più delle volte senza nome e sicuramente senza attrezzature! Tra le più famose possiamo citarvi Wayag Lagoon Beach.
Le foreste ricoprono il resto delle isole e così come il mare, sono la dimora di più di 200 specie tra uccelli e mammiferi come il cuscus maculato e il ratto degli alberi.

Le strutture ricettive non sono ovviamente molte: un paio di resort costruiti sull’acqua e un campeggio con bungalow e barche su cui è possibile dormire. A Raja Ampat non troverete quindi né città né strade: solo natura incontaminata, ma potrete fare una delle minicrociere più emozionanti dei tutta la vostra vita, alla scoperta dei tesori di un mare ancora vergine.

Come si raggiunge Raja Ampat

Il modo più semplice per raggiungere l’arcipelago di Raja Ampat è da Bali, in aereo. Ma se decidete di partire direttamente dall’Italia dovete mettere in conto uno scalo obbligato a Giacarta e un ulteriore volo di 6 ore fino a Sorong. Qui potrete imbarcarvi in direzione Waisai e dopo un paio di ore in mare arrivare finalmente ala meta. L’unica cosa che possiamo dirvi è che ne vale davvero la pena!

Quando andare a Raja Ampat

Raja Ampat è visitabile in qualsiasi momento dell’anno. Se però siete fotografi professionisti o sub appassionati il periodo migliore per godere dei fondali dell’arcipelago è quello che va da ottobre a novembre, quando il mare è davvero calmissimo. La visibilità subacquea è sempre piuttosto buona e varia dai 20 ai 40 metri a seconda delle zone. Raramente spirano venti forti. La temperatura ha delle discrete escursioni – da molto caldo a fresco – a causa delle repentine precipitazioni, che si esauriscono però nel giro di pochissimo tempo.

Curiosità su Raja Ampat

Tramonto a Raja Ampat.

Un tramonto fantastico a Raja Ampat.


Anche questo angolo di paradiso ha la sua legenda che cerca in qualche modo di spiegare la nascita delle 4 isole principali dell’arcipelago. La tradizione vuole che in illo tempore una donna abbia trovato 7 uova di drago e che le abbia portate nella propria dimora. A distanza di mesi, 5 di queste uova si sarebbero schiuse dando alla luce 4 draghi maschi e una sola femmina, tutti vestiti con abiti regali. I maschi divennero i re delle attuali Misool, Salawati, Batanta e Waigeo, mentre la femmina raggiunse l’isola di Numfor trasportata su una conchiglia a foggia di barca. Un uovo divenne un fantasma, mentre l’ultimo non si schiuse mai. E ancora oggi esiste una casa che gli abitanti del luogo dicono essere quella della donna cui, in un lontano passato, spettò il compito di custodire le uova regali…

Passando dalle leggende all’antropologia, sappiate che a Raja Ampat esistono ancora oggi, almeno 12 differenti tribù che ignorano in gran parte cosa succeda nel resto del mondo. Nomadi per necessità, sono per lo più dediti alla pesca, e fino ad una cinquantina di anni fa non disdegnavano le pratiche di cannibalismo e la caccia alle teste…

Ultima curiosità: Raja Ampat si trova esattamente a latitudine 0°, ovvero proprio all’altezza dell’equatore.

Articolo scritto da Mariella Marchisio.

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