Storia della Thailandia

Storia della Thailandia in breve

storia della Thailandia - cartina anticaLe origini

La storia della Thailandia è molto antica. Ben 10.000 anni fa, la valle del Mekhong e l’Altopiano del Khorat sono stati  luoghi di insediamento civilizzato per un popolo molto evoluto, forse il ceppo originario di tutte le etnie asiatiche. Resti archeologici testimoniano, inoltre, la coltivazione del riso in Thailandia sin dal 4000a.c. Così come la lavorazione del bronzo già nel 3.000 a.c.

Tra il VII e il XIII sec. d.C. l’intera regione fu riunita sotto il regno Khmer di Angkor, poi respinto, per mano dei Principi Thai, all’interno dei confini dell’attuale Cambogia. Nel 1238 d.C Cominciò il periodo d’oro, cui seguì l’epoca di Ayuthaya, durante la quale l’economia subì un forte impulso grazie anche ai nuovi contatti con mercanti Portoghesi, Olandesi, Inglesi, Danesi e Francesi, comparsi nel Siam agli inizi del 1600.

Nel 1782 salì al potere il Re Chao Phaya Chakri con il titolo di Rama I. Si deve a questo sovrano il trasferimento della capitale a Bangkok e la costruzione del Regno di Thailandia come oggi lo conosciamo.

Verso la modernità

La Thailandia e la cultura thailandese moderna iniziano a prendere forma con Re Rama IV o Re Mongkut, che per primo sente l’esigenza di avvicinare il Paese agli standard occidentali dell’epoca. La successiva ascesa al trono del figlio Rama V Chulalongkorn promuove lo sviluppo della Thailandia: la schiavitù viene abolita, si istituisce un nuovo e più evoluto codice di leggi, si costruiscono sempre maggiori rapporti commerciali, politici e militari con le principali nazioni occidentali.

Il regime monarchico dura fino al 1932, quando un colpo di stato impone al Re l’adozione di una costituzione e di un parlamento. Nel 1939, il nome del Paese viene ufficialmente cambiato da Siam, che significa Paese Libero, in Thailandia, ossia Terra dei Thai. La Thailandia diventa a tutti gli effetti una monarchia costituzionale.

storia della thailandia - antichi templiLa Storia recente

Fra il 1932 e il 1958 la Storia della Thailandia assiste a sette colpi di Stato e alla nascita di sei diverse Costituzioni. Questi eventi hanno rafforzato l’oligarchia militare al potere e alimentato una tenace opposizione interna, portando, infine, alla rivolta degli studenti thailandesi nell’ottobre del 1973.

Anche negli anni ’90 la Thailandia ha visto alternarsi colpi di Stato e nuove Costituzioni.

Dagli anni del populismo di Thaksin Shinawatra ad oggi

Seguono gli anni di Thaksin Shinawatra, il magnate delle telecomunicazioni, eletto primo ministro nel 2001 e riconfermato nel 2005 e nel 2006 con un margine amplissimo di voti. Un imprenditore che si è impegnato a favore del popolo, abbassando i costi delle cure sanitarie e condonando tasse e pendenze agli imprenditori. Ma anche un leader populista spesso accusato di conflitto di interessi e che trova nei gruppi conservatori (legati al potere militare e al re) un’opposizione che lo porterà ad essere destituito nel 2006, per mezzo dell’ennesimo colpo di Stato militare.

Si apre così un periodo di forte instabilità per la Thailandia, che vede alternarsi leader espressione del potere popolare e leader espressione del potere militare. Con manifestazioni e opposizioni che spesso sfociano nella violenza. Occorrerà attendere il colpo di stato del maggio del 2014 per assistere al ritorno dell’ordine e della sicurezza, grazie ad una giunta militare che affiancherà la figura di Re Rama I nella gestione del potere. 

Solo a partire da questa data, la Thailandia potrà tornare a crescere e a investire in molti comparti,  in primis  servizi, infrastrutture e turismo.

Nel 2016,  Re Rama IX muore e il figlio Vajiralongkorn (Rama X) gli succede al trono. Nel 2017 controfirma una nuova costituzione che vuole rinforzare ulteriormente i poteri della Corte costituzionale e della giunta militare. E soprattutto scongiurare l’eventuale ritorno al potere del partito populista di Thaksin Shinawatra

E così, mentre tutta l’economia mondiale rallenta (compresa quella cinese, che nel sud-est asiatico riveste una fortissima influenza) nel 2016 la Thailandia registra un +3,2%,  e prosegue con un trend positivo anche nel 2017, confermandosi come uno dei migliori luoghi del mondo in cui investire, vivere e viaggiare.

 

 

 


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